Hot Best Seller

Mia sorella è una foca monaca

Availability: Ready to download

È convinto di picchiare forte, ma viene steso in due secondi nel cortile della scuola; fa lo sbruffone, ma con le ragazze è totalmente imbranato: ecco il sedicenne protagonista di questo libro. Ambientazione: periferia di Torino. Mentre gli anni Ottanta volgono al termine, il nostro protagonista colleziona lividi esterni e soprattutto interni, eppure continua ostinato a la È convinto di picchiare forte, ma viene steso in due secondi nel cortile della scuola; fa lo sbruffone, ma con le ragazze è totalmente imbranato: ecco il sedicenne protagonista di questo libro. Ambientazione: periferia di Torino. Mentre gli anni Ottanta volgono al termine, il nostro protagonista colleziona lividi esterni e soprattutto interni, eppure continua ostinato a lanciare il suo guanto di sfida alla vita. Del resto bisogna tener duro: non è facile vedersela con suo padre – “Il Capo” – un quasi alcolista che passa tutto il tempo stravaccato sull’amaca, ad affibbiare punizioni da telefilm americano. Ed è snervante vivere accanto alla “Foca Monaca”, la sorella triste e timorata di Dio. Quanto alla madre, è scappata col tizio della stazione di servizio, e ormai si può star certi che «starà passando il tempo a farsi fare il pieno dal benzinaio». Non piange mai, il protagonista di questa storia. Piuttosto stringe i pugni, sbuffa e s’affanna, ripetendo a se stesso di essere il più in gamba, anche se la vita gliele dà ogni giorno di santa ragione; anche se le prende perfino da Chiara, la ragazza di cui s’innamora: bella, sveglia, inaccessibile a sfigati come lui, eppure catturata suo malgrado da questo buffo adolescente scapigliato e spaccone, tenero e brancaleonesco, che s’insinua a forza nella sua vita scatenando irresistibili schermaglie. Il Muro di Berlino che crolla e un divertente gioco di riferimenti pop e telefilmici fanno da sfondo a questo romanzo, un Jack Frusciante da periferia che strappa il sorriso a ogni pagina, illuminato da una scrittura esilarante ma a tratti dolente, insieme cinica e romantica come il suo protagonista, che s’inserisce a buon titolo nella nobile tradizione dei perdenti di talento, come Il giovane Holden o i personaggi di John Fante.


Compare

È convinto di picchiare forte, ma viene steso in due secondi nel cortile della scuola; fa lo sbruffone, ma con le ragazze è totalmente imbranato: ecco il sedicenne protagonista di questo libro. Ambientazione: periferia di Torino. Mentre gli anni Ottanta volgono al termine, il nostro protagonista colleziona lividi esterni e soprattutto interni, eppure continua ostinato a la È convinto di picchiare forte, ma viene steso in due secondi nel cortile della scuola; fa lo sbruffone, ma con le ragazze è totalmente imbranato: ecco il sedicenne protagonista di questo libro. Ambientazione: periferia di Torino. Mentre gli anni Ottanta volgono al termine, il nostro protagonista colleziona lividi esterni e soprattutto interni, eppure continua ostinato a lanciare il suo guanto di sfida alla vita. Del resto bisogna tener duro: non è facile vedersela con suo padre – “Il Capo” – un quasi alcolista che passa tutto il tempo stravaccato sull’amaca, ad affibbiare punizioni da telefilm americano. Ed è snervante vivere accanto alla “Foca Monaca”, la sorella triste e timorata di Dio. Quanto alla madre, è scappata col tizio della stazione di servizio, e ormai si può star certi che «starà passando il tempo a farsi fare il pieno dal benzinaio». Non piange mai, il protagonista di questa storia. Piuttosto stringe i pugni, sbuffa e s’affanna, ripetendo a se stesso di essere il più in gamba, anche se la vita gliele dà ogni giorno di santa ragione; anche se le prende perfino da Chiara, la ragazza di cui s’innamora: bella, sveglia, inaccessibile a sfigati come lui, eppure catturata suo malgrado da questo buffo adolescente scapigliato e spaccone, tenero e brancaleonesco, che s’insinua a forza nella sua vita scatenando irresistibili schermaglie. Il Muro di Berlino che crolla e un divertente gioco di riferimenti pop e telefilmici fanno da sfondo a questo romanzo, un Jack Frusciante da periferia che strappa il sorriso a ogni pagina, illuminato da una scrittura esilarante ma a tratti dolente, insieme cinica e romantica come il suo protagonista, che s’inserisce a buon titolo nella nobile tradizione dei perdenti di talento, come Il giovane Holden o i personaggi di John Fante.

30 review for Mia sorella è una foca monaca

  1. 5 out of 5

    Orsodimondo

    UNA CAREZZA IN UN PUGNO Foca monaca A suo tempo Il Venerdì di Repubblica uscì con un piccolo inserto separato che conteneva le prime pagine di questo libro: non so perché non fu un buon impatto, non mi spinse ad andare oltre. Sbagliavo, questo romanzo è una delizia ed è stato un piacere intenso consumato in due pomeriggi consecutivi. Gus Van Sant è il regista che meglio di tutti, e più di tutti, ha raccontato l’adolescenza. Qui una still da “Paranoid Park”, lontano nel tono dal romanzo di Frascella UNA CAREZZA IN UN PUGNO Foca monaca A suo tempo Il Venerdì di Repubblica uscì con un piccolo inserto separato che conteneva le prime pagine di questo libro: non so perché non fu un buon impatto, non mi spinse ad andare oltre. Sbagliavo, questo romanzo è una delizia ed è stato un piacere intenso consumato in due pomeriggi consecutivi. Gus Van Sant è il regista che meglio di tutti, e più di tutti, ha raccontato l’adolescenza. Qui una still da “Paranoid Park”, lontano nel tono dal romanzo di Frascella. Frascella confeziona un bildungsroman con al centro l’età più fragile dell’esistenza, l’adolescenza, quando non si è più quel che si era e non si sa ancora cosa si diventerà, periodo di trasformazione per antonomasia. Il racconto è ambientato nel 1989, l’anno in cui venne giù il Muro, nell’hinterland torinese, terra di nessuno, geografia senza riferimento come tutti gli hinterland, periferia della periferia. Il protagonista è un figlio diciassettenne, che abbandona la scuola - la madre è fuggita con il benzinaio - il padre fannullone e autoritario, è in perenne regime alcolico - la sorella sembra chiusa nello stereotipo della sfigata. Vista con gli occhi del ragazzo, è una famiglia disgregata e fallita. Ma in fin dei conti è un nucleo a suo modo unito, al quale si affacciano colei che forse redimerà il padre e un improbabile spasimante della sorella. ”The Perks of Being a Wallflower - Noi siamo infinito” di Stephan Chbosky, regista, sceneggiatore e autore del romanzo. 2012. Il ragazzo attraversa tutte le sfide dell'adolescenza con una spavalderia così palesemente fragile che è impossibile non sorridere e partecipare: bullismo, bisogno di consenso e di accettazione, conflitto con la famiglia, la lunga ricerca di un lavoro e di un'identità sociale, la scoperta dell'amore e del dolore, la paura della solitudine e del rifiuto… Bisogna pur difendersi. Sotto i portici di Bologna “Jack Frusciante è uscito dal gruppo” regia di Enza Negroni, dal romanzo di Enrico Brizzi che partecipò alla sceneggiatura.1996. Il protagonista lo ami o lo odi, dice Giuseppe Genna nel risvolto di copertina: ma quanto è abusata e insulsa questa formula?! Io non l’ho certamente odiato, e non so se l’ho amato: ho provato grande tenerezza, voglia di scompigliargli i capelli, di ascoltarne il timbro di voce, di fissarlo truce per poi scoppiare a ridere con lui… Anche il padre è un personaggio riuscito bene e così pure il primo amore. Meno successo per la sorella del titolo, scialba, spettinata e quasi pulciosa, che lo stesso Frascella trascura e non spiega: e poi perché tirare in ballo la foca monaca, animale sotto protezione, che è immagine di vivacità, furbizia, freschezza e perfino pulizia, l’esatto contrario della ‘foca monaca’ del titolo. Di nuovo Gus Van Sant: “Last Days”, 2005. Sorrisi e commozione, un paio di risate, qualche lacrima: cosa chiedere di più? Ci sono tutti gli adolescenti in questo protagonista, quelli che siamo stati, quelli che conosciamo, quelli che abbiamo letto (ma per carità, per questa volta lasciamo in pace Holden!). Frascella scrive con lingua ricca, scurrile, spassosa, efficace.

  2. 4 out of 5

    Bunny

    Dopo aver letto le prime 4 pagine l'avevo abbandonato. Poi sono andata in vacanza, sono tornata più rilassata, l'ho ricominciato e l'ho adorato dalla prima all'ultima pagina. Il titolo era curioso e la copertina faceva orrore ma la storia, nella sua semplicità, è originale! Un giovane Holden (non fischiatemi!) tutto italiano ambientato nell'anno della mia nascita. Un ragazzino montato, che racconta balle e fa il bulletto credendosi un duro ma che, sotto sotto, è un adolescente come gli altri bis Dopo aver letto le prime 4 pagine l'avevo abbandonato. Poi sono andata in vacanza, sono tornata più rilassata, l'ho ricominciato e l'ho adorato dalla prima all'ultima pagina. Il titolo era curioso e la copertina faceva orrore ma la storia, nella sua semplicità, è originale! Un giovane Holden (non fischiatemi!) tutto italiano ambientato nell'anno della mia nascita. Un ragazzino montato, che racconta balle e fa il bulletto credendosi un duro ma che, sotto sotto, è un adolescente come gli altri bisognoso di affetto. E alla fine lo capisce. Il solito minestrone della madre che ha lasciato la famiglia e del padre che si dà al bere c'è, ma il linguaggio diretto e realistico rende tutto più scorrevole e divertente. Si ride e si riflette leggendo questo romanzo. Si ride del protagonista perchè è una caricatura esilarante ma non si riesce a condannarlo, nonostante sia il figlio/fratello/amico che nessuno vorrebbe mai avere. Quella è solo una corazza e si finisce col commuoversi un pochino per lui e per la sua presa di coscienza.

  3. 5 out of 5

    Claudio C

    Delizioso! Davvero un Giovane Holden italico.

  4. 4 out of 5

    Paola

    L'ho trovato divertente quanto basta, leggero ma non troppo, e la scrittura accurata. Boccata di ossigeno in tanta scrittura asfittica. L'ho trovato divertente quanto basta, leggero ma non troppo, e la scrittura accurata. Boccata di ossigeno in tanta scrittura asfittica.

  5. 4 out of 5

    GONZA

    Divertente e scorrevole, con picchi che mi hanno ricordato l'intramontabile avvocato Malinconico, prima della sua triste fine ovviamente. Devo ricordarmi di tenere d'occhio questo autore. Divertente e scorrevole, con picchi che mi hanno ricordato l'intramontabile avvocato Malinconico, prima della sua triste fine ovviamente. Devo ricordarmi di tenere d'occhio questo autore.

  6. 5 out of 5

    Ilse de Boer

    4,5 stars

  7. 4 out of 5

    Amy Morgan

    I enjoyed the story, even though imagining that there is a happy ending for the character is difficult.

  8. 4 out of 5

    Kin

    La prima parte ti fa ridere, la seconda vorrebbe commuoverti, poi arrivano i ricordi di quell'età imbelle e non ti diverte più. La prima parte ti fa ridere, la seconda vorrebbe commuoverti, poi arrivano i ricordi di quell'età imbelle e non ti diverte più.

  9. 5 out of 5

    kat

    Non so come votarlo. Pensandoci bene, probabilmente le due stelle di deludente potrebbero andare. Non in quanto due, ma in quanto deludente. Avevo grandi aspettative per questo libro (ecco una cosa che in vent’anni non ho ancora imparato: mai farsi delle grande aspettative, sennò più grandi erano e poi più casca il palco) e invece sono rimasta con un pugno di mosche. Addirittura manca la fine! Cioè, c’è il trucchetto del finale aperto, capisciti da solo la morale e cose varie, così tu vorresti s Non so come votarlo. Pensandoci bene, probabilmente le due stelle di deludente potrebbero andare. Non in quanto due, ma in quanto deludente. Avevo grandi aspettative per questo libro (ecco una cosa che in vent’anni non ho ancora imparato: mai farsi delle grande aspettative, sennò più grandi erano e poi più casca il palco) e invece sono rimasta con un pugno di mosche. Addirittura manca la fine! Cioè, c’è il trucchetto del finale aperto, capisciti da solo la morale e cose varie, così tu vorresti sapere cosa succede ai personaggi DOPO, e invece rimani sospeso e chi s’è visto s’è visto. Già queste cose a me… L’unico finale tranciato che ho tollerato è stato quello di Jack Frusciante, perché un po’ si sapeva come sarebbe andata avanti. E comunque. Non fosse per il finale, il protagonista (di cui non è dato sapere il nome, quindi chiamiamolo comodamente John Doe) è di un’antipatia, un’arroganza e una strafottenza che se lo trovassi per strada lo prenderei a schiaffoni. E toh, non sono l’unica, visto che per metà del libro le prende (e per l’altra metà va in cerca). Inoltre è un contaballe di prima categoria (nel senso che ne racconta una valanga, non che le racconti bene), e non si capisce che genere di problemi abbia col resto del mondo. Oh, sì, tutti i diciassettenni hanno delle rogne, ma Dio. Io mica mi comportavo così. John, vai a farti vedere, per favore.

  10. 5 out of 5

    Io

    Questo libro non mi ha fatto impazzire, soprattutto perché il personaggio non l'ho trovato così empatico. ho avuto molte difficoltà a seguire la sua narrazione, poiché esasperava quel carattere spocchioso ed egocentrico e menefreghista, sicuramente tipico degli adolescenti. Certo è che si svolge tutto in un'epoca ormai lontana anni luce (parliamo di inizi anni '90) e questo va a suo sfavore, perché sono abituata a realtà differenti. Però credo che si sia calcata troppo la mano su alcuni aspetti, Questo libro non mi ha fatto impazzire, soprattutto perché il personaggio non l'ho trovato così empatico. ho avuto molte difficoltà a seguire la sua narrazione, poiché esasperava quel carattere spocchioso ed egocentrico e menefreghista, sicuramente tipico degli adolescenti. Certo è che si svolge tutto in un'epoca ormai lontana anni luce (parliamo di inizi anni '90) e questo va a suo sfavore, perché sono abituata a realtà differenti. Però credo che si sia calcata troppo la mano su alcuni aspetti, e si siano lasciati indietro altri argomenti che potevano essere molto interessanti. La narrazione è rapida, a volte davvero troppo: si ha la sensazione di essere sommersi di notizie, un po' come le lastre della Task, sputate a raffica sul lettore. Non è un brutto libro, ma per il gran parlare che se ne faceva mi aspettavo qualcosa di decisamente migliore. C'è da dire che è un libro molto realistico e lascia un retrogusto amaro; il protagonista è ben caratterizzato e ha una notevole crescita psicologica durante il romanzo, ma questo non mi porta a dargli tre stelline, perché alcuni pezzi erano davvero troppo caotici. Sono i particolari, le piccole cose che perdi e alle quali eri attaccato quasi senza saperlo, quelli che poi ti fanno stare male

  11. 4 out of 5

    Alisea

    Il protagonista (e narratore) di questa storia è un sedicenne che, a pagine alterne, si ama e si odia. Si odia per la presunzione di essere un "duro", uno che picchia forte, rifila a tutti risposte al vetriolo, non teme niente, pensa di far "ballare" il mondo come vuole lui, è convinto di avere un fascino irresistibile e modella la sua vita in base ai film. Ti conquista perché è un ragazzo buffo, sostiene di picchiare duro, ma nelle risse, dopo un secondo, è quello che finisce per terra massacra Il protagonista (e narratore) di questa storia è un sedicenne che, a pagine alterne, si ama e si odia. Si odia per la presunzione di essere un "duro", uno che picchia forte, rifila a tutti risposte al vetriolo, non teme niente, pensa di far "ballare" il mondo come vuole lui, è convinto di avere un fascino irresistibile e modella la sua vita in base ai film. Ti conquista perché è un ragazzo buffo, sostiene di picchiare duro, ma nelle risse, dopo un secondo, è quello che finisce per terra massacrato, vede la realtà come in un film senza accorgersi che agli occhi altrui è patetico, o, per meglio dire "sfigato". Quelle che scambia per occhiate piene di desiderio, in realtà sono sguardi perplessi che lo inquadrano come perdente. Dai suoi farneticanti monologhi però traspare - e conquista - tutta la sua fragilità, il suo sognare ciò che non ha e che non è, il suo bisogno di amore, la sua immensa solitudine poiché non riesce a costruire rapporti né in famiglia né con i coetanei. La scrittura è semplice, immediata, spesso divertente, altrettanto spesso commovente, poiché si riconoscono tutti i segnali del disagio adolescenziale

  12. 5 out of 5

    Vanni Santoni

    Nonostante fossi stato tra i primi a comprarne una copia, e sapessi già dal suo blog quanto l'autore fosse bravo, non è stato facile a cominciare questo libro, e non solo perché me lo hanno sottratto in diversi prima che potessi attaccarlo. Anche quando mi è tornato tra le mani, c'era (c'è) quel titolo mostruoso oltre ogni immaginazione a costituire una barriera di sorprendente efficacia. Naturalmente, facevo molto male ad aspettare: MSEUFM è un libro spassoso, che si legge in fretta e con gran Nonostante fossi stato tra i primi a comprarne una copia, e sapessi già dal suo blog quanto l'autore fosse bravo, non è stato facile a cominciare questo libro, e non solo perché me lo hanno sottratto in diversi prima che potessi attaccarlo. Anche quando mi è tornato tra le mani, c'era (c'è) quel titolo mostruoso oltre ogni immaginazione a costituire una barriera di sorprendente efficacia. Naturalmente, facevo molto male ad aspettare: MSEUFM è un libro spassoso, che si legge in fretta e con gran gioia. L'episodio della visita medica, per citare il mio preferito, mi ha fatto scoppiare a ridere in treno tra le occhiate sprezzanti dei pendolari, ma oltre le risate c'è di più: Frascella, qualche ingenuità stilistica a parte, sembra Fante, e il protagonista appartiene a quella schiatta rara di personaggi che al primo incontro vorresti prendere a calci in faccia e all'ultimo sei già a sperare di vederli di nuovo in azione, ma sotto sotto sai che non succederà, perché la giovinezza - la loro, la tua - è qualcosa che non torna più.

  13. 5 out of 5

    Kimberly Sullivan

    I read this after reading an author interview and some positive reviews of this book. There have been several recent books by young Italian authors that examine the difficult economic situation for today’s Italian youth, particularly in blue collar jobs at a moment when those jobs are shrinking rapidly. This book takes place at the end of the 80s. In the background, the characters are watching the news of the 1989 fall of the Berlin Wall, but much of the frustration of young people is similar to I read this after reading an author interview and some positive reviews of this book. There have been several recent books by young Italian authors that examine the difficult economic situation for today’s Italian youth, particularly in blue collar jobs at a moment when those jobs are shrinking rapidly. This book takes place at the end of the 80s. In the background, the characters are watching the news of the 1989 fall of the Berlin Wall, but much of the frustration of young people is similar today. Some of the writing is good, particularly when the title character is motivated to get his factory job and working towards the holy grail of the long-term job contract, but in general, this book left me disappointed. Some glimmers of the protagonist’s personality shine through at points, but mostly I considered him rather flat. The father and sister and the protagonist’s love interest also felt one-dimensional.

  14. 4 out of 5

    Roberta Longo

    Frascella si conferma capace di creare dei personaggi forti ed incisivi, stoici e determinati a vincere sulla vita, anche se a volte fa schifo e picchia duro. E anche il protagonista pensa di picchiare duro, e in realtà le prende sempre! È sbruffone, strafottente e non curante...è insicuro. Di tutto. Ha un padre che, al limite dell'alcolismo, non ha paura di far valere la disciplina, una sorella sfigata e una madre che è scappata con un ragazzo più giovane. Insomma una famiglia che famiglia non Frascella si conferma capace di creare dei personaggi forti ed incisivi, stoici e determinati a vincere sulla vita, anche se a volte fa schifo e picchia duro. E anche il protagonista pensa di picchiare duro, e in realtà le prende sempre! È sbruffone, strafottente e non curante...è insicuro. Di tutto. Ha un padre che, al limite dell'alcolismo, non ha paura di far valere la disciplina, una sorella sfigata e una madre che è scappata con un ragazzo più giovane. Insomma una famiglia che famiglia non è, ma che forse sa essere unita più del previsto. In questo circo familiare si affacciano Vi, Mauro e Chiara che a modo loro contribuiranno alla crescita del personaggio. È il romanzo dell'adolescenza, quando ancora non sai chi sei ne cosa vorrai essere, ma ti imponi e lotti per diventare qualsiasi cosa tu possa diventare. Commovente, snervante e a tratti comico, "Mia sorella è una foca monaca" si rivela un piccolo tesoro della letteratura contemporanea italiana!

  15. 5 out of 5

    Naima

    Oddio, non so. Il primo impatto alla fine della lettura �� stato 'emb��?'. Ovvero: avrei preso a ceffoni il protagonista fin dalle prime righe e non capivo il 'senso' della trama... poi ad un certo punto sembrava esserci una svolta e mi sono detta 'sar�� un romanzo di formazione?'.... ma dopo la svolta c'�� un dietro front e poi... il libro finisce... cos��.. puff... come uno che arriva e ti spenge il televisore mentre segui un programma. Non so, sar�� che mi aspettavo troppo: ho letto prima '7 Oddio, non so. Il primo impatto alla fine della lettura �� stato 'emb��?'. Ovvero: avrei preso a ceffoni il protagonista fin dalle prime righe e non capivo il 'senso' della trama... poi ad un certo punto sembrava esserci una svolta e mi sono detta 'sar�� un romanzo di formazione?'.... ma dopo la svolta c'�� un dietro front e poi... il libro finisce... cos��.. puff... come uno che arriva e ti spenge il televisore mentre segui un programma. Non so, sar�� che mi aspettavo troppo: ho letto prima '7 piccoli sospetti' che mi �� piaciuto da morire... sar�� per questo che non ho apprezzato la 'foca monaca'? Non mi �� piaciuto in generale il registro... che per�� �� illuminato da bellissimi sprazzi di grande ispirazione poetica... ma forse �� proprio il contrasto che ce li fa apprezzare!!?! Ci medito ancora un p��...

  16. 4 out of 5

    Niklaus

    chi di noi non ha conosciuto personaggi simili. Nessun vero futuro per loro e per gli altri protagonisti (Tony Champion, quelli del bar, Giulio, ... ). Una realta' che troppo spesso dimentico e che reincontrare e' sempre salutare. Lo stile di Frascella e' avvolgente ed empatico con i personaggi. Soffia sul fuoco emotivo spingendoci come trottole fra le risate indotte dai comportamenti "teen incazzoso" e la voglia di immedesimarsi in Chiara e pigliarlo a calci sugli zebedei. Mi e' molto piaciuta chi di noi non ha conosciuto personaggi simili. Nessun vero futuro per loro e per gli altri protagonisti (Tony Champion, quelli del bar, Giulio, ... ). Una realta' che troppo spesso dimentico e che reincontrare e' sempre salutare. Lo stile di Frascella e' avvolgente ed empatico con i personaggi. Soffia sul fuoco emotivo spingendoci come trottole fra le risate indotte dai comportamenti "teen incazzoso" e la voglia di immedesimarsi in Chiara e pigliarlo a calci sugli zebedei. Mi e' molto piaciuta la figura della sorella. Avrebbe meritato un ulteriore approfondimento. Una vaga simililtudine caratteriale con "Jack Frusciante ..." ma con un approccio stilistico meno spinto.

  17. 4 out of 5

    Chiagia

    Scelto perchè da qualche parte ho letto che ricorda Ammaniti (e qualcuno dice che è un mix tra Ammaniti, Moccia e D'avenia e forse ci prende) La storia delle turbe del protagonista tra adolescenza e età adulta sono ben narrate, ottimi i personatggi della sorella e della matrigna (mi è piaciuto meno quello dell'innamorata). La mia parte preferita è ovviamente quella della fabbrica, perchè oltre alle distopie un altro mio debole sono le storie (libri, film) che parlano dei posti di lavoro. Bel titolo Scelto perchè da qualche parte ho letto che ricorda Ammaniti (e qualcuno dice che è un mix tra Ammaniti, Moccia e D'avenia e forse ci prende) La storia delle turbe del protagonista tra adolescenza e età adulta sono ben narrate, ottimi i personatggi della sorella e della matrigna (mi è piaciuto meno quello dell'innamorata). La mia parte preferita è ovviamente quella della fabbrica, perchè oltre alle distopie un altro mio debole sono le storie (libri, film) che parlano dei posti di lavoro. Bel titolo, brutta copertina. Sarebbe un tre e mezzo, mettiamo quattro sulla fiducia.

  18. 4 out of 5

    asteryos

    Possiamo fare i duri, possiamo credere di essere invincibili, ma alla fine le cose che ci fanno stare davvero bene, che ci aiutano nei momenti difficili, sono i semplici gesti delle persone a noi vicine e che ci vogliono bene, come una carezza, un bacio, un sorriso. Sulla quarta di copertina viene paragonato a Jack Frusciante, non siamo a quei livelli ma è un bel libro, non c'è che dire. Forse quattro stelle sono un po' troppe, ma 3 sono troppo poche, è sicuramente uno dei libri più divertenti ch Possiamo fare i duri, possiamo credere di essere invincibili, ma alla fine le cose che ci fanno stare davvero bene, che ci aiutano nei momenti difficili, sono i semplici gesti delle persone a noi vicine e che ci vogliono bene, come una carezza, un bacio, un sorriso. Sulla quarta di copertina viene paragonato a Jack Frusciante, non siamo a quei livelli ma è un bel libro, non c'è che dire. Forse quattro stelle sono un po' troppe, ma 3 sono troppo poche, è sicuramente uno dei libri più divertenti che abbia mai letto, quindi lo premio.

  19. 4 out of 5

    Giulia

    Questo libro è una lettura scorrevole che parla di un ragazzo sedici/diciasettenne piuttosto sicuro di sé e con la lingua lunga che si caccia in diverse situazioni scomode. Devo ammettere che perlopiù i suoi comportamenti mi davano sui nervi ma ci si abitua e affeziona anche. Proprio quando il libro è finito, e non me ne sono neanche resa conto, avrei voluto leggere di più. Un buon libro dal titolo comico.

  20. 5 out of 5

    Marianne Brouwer

    Een typisch Italiaan vershaal met veel temperament. De hoofdpersonage is een puberende jongeman die worstelt met verantwoordelijkheden en volwassen worden. Je kijkt via zijn denkwereld mee. Het is een leuk verhaal over een wereld dat ik niet ken: het produktieproces van staalplatenboek en goed geschreven boek dat wat meer inzicht geeft in de denkwereld van een opgroeiende jong persoon. Aanvewrant qua verhaalstetting aan Staal-

  21. 4 out of 5

    giselle. (amantedeiboschi)

    Uscii in cortile. Erano le otto di mattina, e lei era già stupenda. Una mano sul fianco, l'altra appoggiata al cancelletto rugginoso, i capelli spioventi sulla fronte, le labbra carnose, i fianchi pieni nei jeans stretti: in quella posizione era come il verso di una poesia che una volta letto non se ne va più dalla testa finchè non muori. Uscii in cortile. Erano le otto di mattina, e lei era già stupenda. Una mano sul fianco, l'altra appoggiata al cancelletto rugginoso, i capelli spioventi sulla fronte, le labbra carnose, i fianchi pieni nei jeans stretti: in quella posizione era come il verso di una poesia che una volta letto non se ne va più dalla testa finchè non muori.

  22. 5 out of 5

    Shampoo Per Menti Marce

    Se vuoi ridere! Fino ad ora solo un libro mi aveva fatto ridere e divertire in questo modo: "Donne" di Charles Bukowski. Un libro che non brilla per profondità ma che consiglio a chi voglia trascorrere un po' di tempo in simpatia. Se vuoi ridere! Fino ad ora solo un libro mi aveva fatto ridere e divertire in questo modo: "Donne" di Charles Bukowski. Un libro che non brilla per profondità ma che consiglio a chi voglia trascorrere un po' di tempo in simpatia.

  23. 4 out of 5

    Ffiamma

    romanzo di formazione di un giovane perdente antipatico e spesso fuori luogo (e per questo a tratti adorabile) e della sua famiglia sgangherata, in un paese squallido e anonimo. bell'esordio, divertente, amaro e intelligente. romanzo di formazione di un giovane perdente antipatico e spesso fuori luogo (e per questo a tratti adorabile) e della sua famiglia sgangherata, in un paese squallido e anonimo. bell'esordio, divertente, amaro e intelligente.

  24. 4 out of 5

    Marco

    Un ragazzo un po' scapestrato che vive forse in un mondo tutto suo. Pu�� sembrare un esempio negativo ma pian piano viene fuori il bello del suo spirito e della voglia di superare le difficolt��. Scritto piacevolmente, un po' piacioso nel finale, un buon libro estivo. Un ragazzo un po' scapestrato che vive forse in un mondo tutto suo. Pu�� sembrare un esempio negativo ma pian piano viene fuori il bello del suo spirito e della voglia di superare le difficolt��. Scritto piacevolmente, un po' piacioso nel finale, un buon libro estivo.

  25. 5 out of 5

    Abigail

    Amazing story about a growing teenager!

  26. 4 out of 5

    Hko

    een puber met meer fantasie en overschatting dan zelfkennis en realisme, in een Italiaanse setting. Humor, snel geschreven, net niet te lang.

  27. 4 out of 5

    Marco

    Non male: vivace e divertente. Forse il carattere del protagonista è un tantino stato esagerato e quindi non del tutto verosmile

  28. 5 out of 5

    Maura50

  29. 5 out of 5

    Jjspijksma

  30. 4 out of 5

    Irina Stefan

Add a review

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Loading...